Casanova e la gondola: come Venezia trasformava ogni incontro in un’avventura

Giacomo Berto • May 21, 2026

A Venezia ci sono storie che sembrano nate apposta per essere raccontate in gondola. E quando si parla di incontri segreti, fughe notturne, appuntamenti romantici e piccoli scandali veneziani, prima o poi compare sempre lui: Giacomo Casanova.

Non serve nemmeno aver letto le sue memorie per immaginarselo. Basta una sera qualsiasi in città: lo sciabordio dell’acqua nei canali più stretti, le finestre illuminate, una gondola che passa lentamente sotto un ponte quasi vuoto. Venezia, soprattutto di notte, sembra costruita apposta per le storie di Casanova.

La cosa curiosa è che la gondola, nel Settecento, non aveva affatto il significato turistico di oggi. Era il mezzo più normale del mondo. Tutti si spostavano così: nobili, mercanti, artigiani, ambasciatori… e naturalmente anche chi voleva farsi notare il meno possibile.


La gondola come rifugio mobile

Chi vive a Venezia impara presto una cosa: dai canali si vede la città in modo completamente diverso.

Nel Settecento era ancora più evidente. Le calli di notte erano poco illuminate, mentre la gondola permetteva di muoversi rapidamente da un palazzo all’altro senza attirare troppo l’attenzione. Non stupisce quindi che Casanova la usasse continuamente per i suoi incontri galanti, ma anche per sfuggire a situazioni complicate. E conoscendo il personaggio, le situazioni complicate non mancavano mai.

Nelle sue memorie racconta fughe improvvise, appuntamenti organizzati all’ultimo momento e traversate notturne lungo il Canal Grande. A volte la gondola diventava quasi un piccolo salotto privato galleggiante.

Secondo un episodio ben noto, proprio una gondola cambiò il destino dello stesso Casanova. Durante una traversata notturna aiutò un anziano patrizio veneziano colto da un malore improvviso. Giacomo intervenne rapidamente, riuscendo a salvarlo e ad accompagnarlo fino a casa. Quel nobile era Matteo Bragadin, uno degli uomini più influenti della Venezia del tempo, che da quel momento diventò il suo protettore e finanziatore.

In pratica, una semplice corsa in gondola contribuì a cambiare completamente la sua vita.

Probabilmente è anche per questo che ancora oggi molti visitatori associano la gondola all’idea di romanticismo e mistero. Venezia ha mantenuto quell’atmosfera sospesa che rende tutto un po’ cinematografico.


Le gondole nere e il mistero veneziano

Oggi le gondole nere e lucide ci sembrano elegantissime, ma in origine questa scelta aveva anche un motivo pratico e politico. Nel Seicento e nel Settecento le famiglie nobiliari gareggiavano continuamente nel decorare le proprie gondole in modo sempre più vistoso. Venezia diventò così piena di barche lussuose, dorature, tessuti preziosi e decorazioni esagerate.

La Repubblica decise allora di imporre il nero come colore ufficiale, per limitare gli eccessi.

Il risultato fu involontariamente perfetto per personaggi come Casanova: gondole tutte uguali, discrete, eleganti e molto più difficili da riconoscere nel buio dei canali. Per un uomo che cercava spesso di entrare e uscire da situazioni delicate senza essere notato… aiutava parecchio.

Una delle cose che colpisce leggendo le storie del tempo è quanto Venezia vivesse anche di notte. Teatri, feste, ricevimenti privati, musica e cene interminabili. La città aveva ritmi molto diversi rispetto ad altre capitali europee… e anche rispetto a oggi. E la gondola era il collegamento continuo tra tutti questi luoghi.

Ancora oggi, certe sere d’inverno, quando la nebbia copre i canali e senti soltanto il remo nell’acqua, è facile capire perché Venezia abbia alimentato così tante leggende. Alcuni angoli della città sembrano rimasti identici ai racconti di Casanova.

Ovviamente oggi nessuno scappa più dai palazzi nobiliari inseguito da mariti gelosi o guardie della Serenissima.


La gondola tra storia e immaginazione

Forse il motivo per cui Casanova continua a essere legato alla gondola è proprio questo: rappresenta perfettamente l’idea di una Venezia misteriosa, elegante e un po’ teatrale.

E in fondo, anche chi sale oggi su una gondola cerca qualcosa di simile. Non soltanto vedere la città, ma viverla con un ritmo diverso, più lento, silenzioso e fuori dal tempo.

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